martedì, novembre 08, 2011

Scenari apocalittici dal punto di vista alimentare (Parte seconda)

Ecco la cronaca di quello che succederebbe se si verificasse anche solo uno degli scenari illustrati nel post precedente:


  • L'epicentro di questa tempesta perfetta (fatta di calamità susseguenti o persino contemporanee) sarà con ogni probabilità l'Asia. Anche se il catalizzatore potrebbe emergere in qualsiasi luogo del pianeta, la numerosa popolazione asiatica, la rapida crescita del settore alimentare e il divario latente tra quel settore e le capacità diei sistemi medici e politici indicano che l'Asia ha grande probabilità di essere la prima pedina del Domino.
[...]
  • In questo scenario i mercati asiatici dei cereali, già alle corde a seguito della rapida espansione delle mandrie negli ultimi anni, diverrebbero esplosivi spingendo i prezzi a livelli mai visti e causando ripercussioni in tutti i mercati globali
  • Negli Stati Uniti il congresso approva misure di emergenza per stimolare la coltivazione cerealicola e sospende i sussidi per la produzione di etanolo e tutti gli ettari non produttivi inseriti in vari programmi di conservazione vengono sbloccati mentre gli agricoltori rispondono con la più grande semina di cereali della storia. Ma come in Cina anche negli Stati Uniti il graduale surriscaldamento del clima presenta il conto in termini di rese [...] una successione di siccità, nubifragi, inondazioni colpiranno le corn belt.
  • Con il protrarsi delle ristrettezze nei mercati dei cereali il programma alimentare dichiara l'impossibilità di sfamare circa 120 milioni di persone nell'Africa sub Sahariana.
  • In America centrale milioni di abitanti iniziano a spostarsi verso il nord, confine con gli Stati Uniti
Alcune previsioni sull'offerta petrolifera indicano che il nesso esistente tra la produzione alimentare e i combustibili fossili è talmente stretto che un picco nella produzione petrolifera e il conseguente declino dell'offerta alimentare ridurrebbe la popolazione globale di svariati miliardi di persone nei prossimi due decenni.

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